Opere di Papini in libreria

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Giovanni Papini – Domenico Giuliotti, Dizionario dell’Omo salvatico, Il Cerchio, Rimini, 2012

 

dizionario.jpgTra le avanguardie letterarie del primo '900, l'area della Toscana brilla per la fecondità degli ingegni e l'elevatissimo livello letterario. Questo testo, negli intendimenti dei suoi Autori, doveva essere una Contro-Enciclopedia della cultura, del pensiero e della letteratura europea, ispirata ad un Cattolicesimo intransigente, strapaesano, lontano da tutte le ideologie della modernità, orgoglioso della propria identità e della propria tradizione. Questo colossale sforzo giunse solamente a editare il primo volume, questo che viene ristampato, limitato alle lettere A-B, e i motivi dell'interruzione del progetto sono ben spiegati nella Prefazione di Mario Bernardi Guardi; ma la provocatoria fecondità di questo Dizionario non ne viene sminuita, anzi. Un monumento della letteratura italiana del primo '900 finalmente ancora disponibile!

Alcuni esempi:

ABBASSO - Una delle tre parole (le altre due sono: Evviva e Morte) che formano tutto il vocabolario della folla.

ACCIUGHE - Senza testa e tutte pigiate simmetricamente in un bariglione. Perfetto simbolo dell'ideale socialista.

BIBLIOFILIA - Vizio utile nelle persone superiormente intelligenti, perché, dopo un certo tempo, conduce alla bibliofobia.

Indice del Volume:

- Prefazione di Mario Bernardi Guardi

- Dedica ai Mani onorati ed Onorandi

- Dodici avvisi dell'Omo Salvatico

- Dizionario dell'Omo Salvatico

Giovanni Papini, Un uomo finito, Leonardo da Vinci, Roma, 2011

Nuova edizione annotata e con un'appendice di pagine inedite a cura di Anna Casini Paszkowski.
Introduzione critica di François Livi

 

UomoFinito.jpgGiovanni Papini (1881−1956) cominciò a scrivere Un uomo finito nel 1908, quando aveva ventisette anni e da poco si era conclusa l’esperienza del Leonardo, la sua battagliera rivista letteraria. Aveva già pubblicato Il crepuscolo dei filosofi e le raccolte di racconti fantastici Il tragico quotidiano (1906) e Il pilota cieco (1907) che gli avevano dato vasta notorietà. In una lettera di Papini all’amico pittore Ardengo Soffici si legge: «Ho cominciato ieri una specie di romanzo tratto dalla mia vita, e sento d’esser cosi pieno di cose e di ricordi poetici che verrà certo una bella cosa». Di questo progetto parla più volte anche all’amico filosofo Giuseppe Prezzolini, dicendogli in una lettera: «Ho già cominciato una specie di autobiografia ideale, tipo Wilhelm Meister, che esporrà i resultati migliori delle mie diverse esperienze». In un’altra occasione gli dice «Sarebbe la storia interna e tragica di un’anima che ha sognato grandi cose e che si ritira e rinunzia per il riconoscimento della propria debolezza e per l’ostilità e bassezza degli uomini. Sarà fatto di ricordi, di sfoghi, di lirica ecc. Non dirò che sia proprio autobiografico, ma certo ci sarà molto di me e della mia anima». La lettura di questo libro, pubblicato nel 1913,  serve a comprendere come lo scrittore toscano, dopo aver lucidamente criticato le varie proposte filosofiche che la cultura occidentale tra Ottocento e Novecento gli avevano prospettato, abbia potuto trovare nella rivelazione cristiana quella verità esistenziale assoluta che aveva sempre sinceramente cercato. (1906)

«In Un uomo finito la ricerca soteriologia conduce a una impasse. Una notevole distanza separa il narratore dal Dio cristiano. Gli accenni al Vangelo, alla fede e alla mistica cristiana sono per il momento incasellati in un armadio culturale. Otto anni più tardi, dopo l’esperienza traumatica della Prima Guerra mondiale, la Storia di Cristo (1921) rappresenterà il seguito logico, per nulla previsto, e tanto meno programmato, di Un uomo finito. Per sua esplicita ammissione, dopo la storia di un uomo che volle essere Dio, Papini scriverà la storia di un Dio che si è fatto uomo per amore verso gli uomini» (dall’Introduzione critica di François Livi).


Nell’edizione 2011 realizzata dalla Casa Editrice Leonardo da Vinci i lettori troveranno: il testo di Un uomo finito, pubblicato da Giovanni Papini nel 1913, con annotazioni di Anna Casini Paszkowski (ricavate soprattutto dalla corrispondenza con Giuseppe Prezzolini) e la pubblicazione di alcuni capitoli inediti del romanzo e un nuovo manoscritto recentemente ritrovato.

 

Editore:  Leonardo da Vinci

Collana:  La filosofia nella letteratura

Pagine: 368

ISBN: 978-88-88926-38-4

 

Giovanni Papini, Il libraio inverosimile, Edizioni Henry Beyle, Milano, 2010

Libraio.jpgIl racconto, la storia di un libraio che nella sua esistenza non vende un solo libro, è tratto da Figure Umane, Vallecchi, Firenze, 1940.

Il volume è stato stampato su carta Zerkall-Bütten, carattere Garamond Monotype corpo 12 presso la tipografia Campi. di Quinto De' Stampi, Rozzano in 575 copie.

Per questa edizione Sandro Martini ha inciso tre lastre (acquaforte-acquatinta,  acquaforte, vernice molle) tirate su torchio a mano da Giancarlo Sardella su carta Zerkall-Bütten e Hahnmuhle in due diversi formati (mm. 520 per 198 e mm. 390 per 190). La tiratura è costituita da 122 esemplari, più dieci prove d'autore fuori commercio, tutte le opere sono firmate e numerate dall'artista.

Editore:  Henry Beyle

Collana:  Piccola biblioteca oggetti letterari

Pagine: 24

ISBN: 8890488700

Giovanni Papini, Sant’Agostino, Cantagalli, Siena, 2010

SantAgostino.jpgRiuscire a far leggere la vita di un santo, per di più filosofo quale Agostino, come un saggio biografico che avvince, non stanca e, al tempo stesso, comunicarne pensiero, spiritualità, riflessione teologica, è il miracolo che riesce a fare questo libro. Il segreto di Papini sta nel ''taglio'' dato all'argomento, cui si unisce la capacità narrativa, l'attualizzazione della materia che fa sentire nell'oggi l'opera del protagonista, la partecipazione appassionata alla sua vita di peccatore, di convertito e finalmente di pellegrino in viaggio verso l'Assoluto.

Editore: Cantagalli

Collana: Classici cristiani. Nuova serie

Formato: Libro in brossura

ISBN: 8882725367

 

Giovanni Papini, Polemiche religiose(1908-1914), Carabba, Lanciano, 2009

www.editricecarabba.it

Una prefazione precede otto articoli già apparsi in giornali e riviste (tra parentesi è indicata la data posta in calce a ciascun articolo)

  1. La Religione sta da sè (1908)
  2. Il demonio mussulmano (1912)
  3. Ecce Deus (1912)
  4. L'anatomia degli Angeli (1912)
  5. I liberi cristiani (1910)
  6. Puzzo di cristianucci (1913)
  7. Esistono cattolici? (1913)
  8. Rispondo a Benedetto (1914)

"Il primo è consacrato a combattere coloro che fanno della religione un grado inferiore della filosofia. Gli altri tre che seguono, invece, sono informativi: uno sulla concezione che si fanno del demonio i mussulmani; l'altro sulle questioni relative all'esistenza di Cristo sollevate da un famoso libro dello Smith; il terzo sulle fantasie mistiche e metafisiche di Fechner intorno agli angeli. L'ultimo gruppo è il più omogeneo: esso rappresenta una serie di polemiche contro i tentativi di creare una riforma razionalista del cristianesimo; contro le mode letterarie del ritorno al cattolicismo; contro l'ipocrisia degli pseudo cattolici; contro la superficiale e confusa filosofia pontificia" (dalla Prefazione).

Giovanni Papini, Opera Prima, a cura di Raoul Bruni, Edizioni San Marco dei Giustiniani, Genova, 2008

www.sanmarcodeigiustiniani.it

La presente edizione di Opera prima. Venti poesie in rima e venti ragioni in prosa riproduce esattamente l'editio princeps, apparsa a Firenze per i tipi della Libreria della Voce nel 1917, ristampata, senza modifiche, dallo stesso editore nel 1918, e quindi da Vallecchi nel 1921(...).

La prima edizione uscì in una tiratura di cinquecento copie numerate, più "una trentina senza numero, fuori commercio, per i critici" (...). Così Papini aveva scritto a Vallecchi, dopo aver ricevuto le prime copie della raccolta: "Il volume si presenta benissimo. La copertina non è proprio come l'immaginavo ma l'interno è magnifico di ricca semplicità e, per quel che ho potuto vedere, non ci sono errori di stampa" (...).

dalla Nota sul Testo

Giovanni Papini - Giuseppe Prezzolini, Carteggio. Vol. II: 1908-1915. Dalla nascita della "Voce" alla fine di "Lacerba", a cura di Sandro Gentili e Gloria Manghetti, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma, 2008

http://www.storiaeletteratura.it

 

Secondo volume del Carteggio tra Giovanni Papini e Giuseppe Prezzolini relativo agli anni 1908-maggio 1915, quando i due amici appena ventisettenni, chiusa l’esperienza del "Leonardo" e recuperati spazi di libertà, si dedicano ad una varia ed intensa attività culturale. Sono gli anni della "Voce" di Prezzolini, della partecipazione defilata e sostanzialmente eterodossa di Papini al foglio dell’amico, della fondazione dell’"Anima" prima e di "Lacerba" poi, dell’esperienza futurista; gli anni che precedono il primo conflitto mondiale e culminano con l’entrata in guerra dell’Italia. Una documentazione vasta, oltre 450 lettere, che in passato solo parzialmente aveva visto la luce, e che oggi diviene finalmente disponibile nella sua integrità.

Giovanni Papini, 24 Cervelli, postfazione di Giulio Cattaneo, Edizioni dell'Altana, 2007

http://www.altana.net/Papini.htm

Si può dire che questi 24 cervelli, del 1912, siano la prova generale per le Stroncature del 1916. 24 personaggi, anzi, 24 menti, pensieri, aspirazioni, successi e fallimenti esaminati da un cervello, quello di Papini, che riesce a sovrastare tutti. Riesce a penetrare, a giudicare, a comprendere, a interpretare con una lucidità impressionante, una "modernità" d'intuizione Dante, Leonardo, Dostoievskji, Buddha, Nietzsche, Vico, Whitman, i filosofi... e altri meno noti, iniziando dal meno noto di tutti: appunto dall'Ignoto a cui dedica l'apertura di questa galleria di individui del passato e del presente dell'autore. Nomi che hanno fatto la storia dell'arte, della letteratura, della speculazione e altri nomi ora dimenticati. Ma tutti vivisezionati con quell'acuta dissacrante genialità che fa di questi "ritratti" (a volte benevoli, spesso sarcastici) profili vivi, appassionanti. Con un acume addirittura terrificante Papini ribalta convinzioni, aggiunge novità. Chi credeva di sapere dovrà confrontarsi con lui.

Ecco in ordine di apparizione i 24 cervelli: IGNOTO, BUDDHA, DANTE, LEONARDO, ALBERTI, LINATI, LOCKE, BERKELEY, SPENCER, SCHILLER, HEGEL, NIETZSCHE, EUCKEN, MICHELSTAEDTER, VICO, ARDIGÒ, FERRI, VAILATI, FARINELLI, REGALIA, BERGSON, WHITMAN, TOLSTOI, DOSTOJEVSKI.

Giovanni Papini, Le felicità dell'infelice. Le ultime "schegge", presentazione di Andrea Aveto, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma, 2006

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Giovanni Papini
Le felicità dell'infelice
Le ultime "schegge"

Presentazione di Andrea Aveto
Pagg.x-330, anno 2006,
Prezzo di Copertina: € 33,00
14 x 21 cm, ISBN: 9788884983206
Letture di Pensiero e d'Arte - Reprint 8

 

Aldo Palazzeschi - Giovanni Papini, Carteggio 1912-1933, a cura di Stefania Alessandra Bottini, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma, 2006

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La pubblicazione del Carteggio Palazzeschi - Papini (1912-1933) oltre a dare testimonianza della breve, ma intensa consuetudine intellettuale tra due protagonisti del nostro Novecento, offre al lettore la possibilità di avvicinarsi, seguendo gli avvenimenti dal "di dentro", all’officina letteraria e poetica dei corrispondenti, al progressivo e quotidiano impegno per la realizzazione della rivista "Lacerba" e al tumultuoso incalzare degli accadimenti legati al tempestoso rapporto con la pattuglia dei futuristi milanesi. Molti gli eventi, i temi, le aspirazioni e i progetti contenuti nelle lettere, soprattutto nei primi, fruttuosi, anni di dimestichezza e corrispondenza (1913-1914) nei quali, con ritmo vivace, si rincorrono impressioni critiche, auspici di future pubblicazioni, notizie d’incontri e resoconti di progetti futuristi. Naturale è l’emergere, così, della diversa fisionomia umana dei corrispondenti che rende profondamente difformi e quasi dissonanti lo stile e la misura, e che ben si colgono nel personale accento con il quale vengono affrontate confidenze private, amarezze e incomprensioni letterarie. E così, pur trattandosi di un carteggio non particolarmente esteso, comprensivo di sole sessantatre lettere (quarantuno di Palazzeschi, ventidue di Papini), dal suo insieme affiora tra Firenze, Napoli e Parigi nel clima prebellico, un intreccio complesso d’interessi letterari, esperienze avanguardistiche, private traversie personali. Proprio la Grande guerra con il suo carico di lutti e sofferenze segna una frattura, rintracciabile nei fogli del carteggio, oltre la quale trova spazio solo il tono sommesso del ricordo, della pacata riconciliazione, degli avvenimenti familiari, in una parola della giovinezza svanita.

Giovanni Papini - Roberto Ridolfi, Carteggio 1939-1956, a cura di Anna Gravina, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma, 2006

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Giovanni Papini, Roberto Ridolfi
Carteggio
1939-1956

A cura di Anna Gravina
Pagg.xxxviii-178, 17 ill. f.t., anno 2006,
Prezzo di Copertina: € 30,00
17 x 24 cm, ISBN: 9788884983008
Epistolari, Carteggi e Testimonianze

Piero Bargellini - Giovanni Papini, Carteggio 1923-1956, a cura di Maria Chiara Tarsi, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma, 2006

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Piero Bargellini, Giovanni Papini
Carteggio
1923-1956

A cura di Maria Chiara Tarsi
Introduzione di Giuseppe Langella
Pagg.xxxii-428, 16 tavv., anno 2006,
Prezzo di Copertina: € 59,00
17 x 24 cm, ISBN: 9788884983190
Epistolari, Carteggi e Testimonianze

Giovanni Papini, Il non finito. Diario 1900 e scritti inediti giovanili, a cura di Anna Casini Paszkowski, Le Lettere, Firenze, 2005

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Il diario tenuto da Papini tra i diciotto e i ventun’anni: pagine che documentano gli studi, le letture e i progetti dell’intellettuale che di lì a poco avrebbe fondato la rivista "Leonardo", vivace e combattiva promotrice dello svecchiamento della cultura italiana. Ne esce il ritratto di un giovane studioso appassionato che descrive le proprie giornate scandite dalla compagnia degli amici Prezzolini, Morselli, Levi, da visite per chiese e musei fiorentini, da lezioni universitarie più o meno apprezzate.
Dal diario risaltano inoltre alcune fasi decisamente importanti del pensiero papiniano: la concezione individualistica dell’arte e della vita, la situazione politica e l’anarchismo, il tentativo di strutturare il pensiero filosofico, il rapporto con la fede, i pensieri sulle donne.
Ad arricchire un diario dalla scrittura agile e puntuale (già pubblicato da Vallecchi nel 1981, edizione ormai introvabile) saggi, appunti e aforismi totalmente inediti scritti da Papini negli anni giovanili: filosofia, letteratura, arte, sociologia sono i campi in cui lo scrittore dimostra la qualità della sua erudizione.
Anna Casini Paszkowski, curatrice delle note nonché traduttrice delle pagine in francese del diario, ha puntualizzato la descrizione dei manoscritti e scelto i testi giovanili che fanno da ottimo contrappunto alle riflessioni diaristiche.

Anna Casini Paszkowski ha firmato le traduzioni Vita di Voltaire di Haydn Mason e La santa anoressia. Digiuno e misticismo dal Medioevo a oggi di M.R. Bell. Ha curato inoltre la stampa anastatica integrale della rivista "Leonardo" e gli scritti di Papini.
Giorgio Luti, per molti anni professore ordinario di Letteratura italiana all’Università di Firenze, è autore di numerosi testi critici sulla letteratura di secondo Ottocento-primo Novecento.
Paolo Casini è docente di Storia della Filosofia presso l’Università "La Sapienza" di Roma.

Giovanni Papini, Discorso di Roma. Contro Roma e contro Benedetto Croce, a cura di Ermanno Paccagnini, Biblioteca di via Senato, 2004

Roma, 21 febbraio 1913. Teatro Costanzi. Nel corso di una delle consuete rumorose serate futuriste Giovanni Papini legge un suo provocatorio Discorso contro Roma e contro Benedetto Croce. La recita è continuamente interrotta da urla, proteste, insulti, ma l'oratore prosegue imperterrito sino alla fine. Pubblicato sia su volantino delle edizioni futuriste, sia sulla rivista "Lacerba", il discorso è qui riproposto all'interno del contesto in cui è stato pronunciato. Il volume ripropone infatti anche i testi poetici (Buzzi, Palazzeschi, Folgore e altri) letti da Marinetti, oltre ad alcune testimonianze che ridonano il clima incandescente di quelle riunioni che per diversi mesi hanno incendiato le piazze e i teatri di molte città italiane.

Giovanni Papini - Giuseppe Prezzolini, Carteggio. Vol. 1: 1900-1907. Dagli "uomini liberi" alla fine del "Leonardo", a cura di Sandro Gentili e Gloria Manghetti, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma, 2003

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Io credo che se qualcosa di meno falso è uscito mai dall’anime nostre; se qualcosa di noi resterà, dopo la morte, nelle anime altrui, lo dovemmo e lo dovremo a quelle fredde feste d’inverno, a quelle fughe in due verso la terra ignuda e l’altezza pura

G. Papini, Un uomo finito 

 

Mi attaccai a lui come a una sorgente di soddisfazioni vitali, che nessun’altra attività mi aveva dato e che nessun altro uomo mi aveva fatto sperare. Papini fu una scoperta ed un tormento; l’ammiravo e l’amavo, e in certi giorni lo detestavo perché sapeva tanto più di me, troppo di più, e ci sentivo una genialità che ora mi scaldava, ora mi soffocava

G. Prezzolini, L’italiano inutile

Leonardo. Rivista d'idee, Vallecchi, Firenze, 2003

http://www.vallecchi.it

I cinque volumi che compongono quest'opera sono stati pubblicati in occasione della celebrazione del centenario della casa editrice Vallecchi. Si tratta della riproduzione anastatica della rivista "Leonardo" uscita dal 1903 al 1907 a Firenze e diretta da Giovanni Papini e Giuseppe Prezzolini, alla quale collaborarono i principali esponenti del mondo letterario, filosofico e scientifico europei. L'opera, racchiusa in un'elegante cofanetto, comprende:Tre volumi della rivista: I Serie (4 gennaio 1903 - 10 maggio 1903); II Serie (10 novembre 1903 - Dicembre 1905); III Serie (aprile 1906 - agosto 1907); Un volume introduttivo allegato alla rivista: "La nascita della modernità. Leonardo 1903-1907", in cui sono contenuti l'Introduzione storica di Giorgio Luti, il "Discorso ai giovani del gruppo vinciano" di Giovanni Papini e la presentazione della mostra "Leonardo 1903: la nascita della modernità" allestita a Firenze tra l'8 gennaio e il 30 marzo del 2003 sulla rivista e sulla cultura di quegli anni; Nove tavole che riportano le incisioni di alcuni numeri della rivista.

Mario Novaro - Giovanni Papini, Carteggio 1906-1943, a cura di Andrea Aveto, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma, 2002

http://www.storiaeletteratura.it

Mario Novaro, Giovanni Papini
Carteggio 1906-1943

A cura di Andrea Aveto
Pagg.lxxxvi-282, 16 tavv, anno 2002,
Prezzo di Copertina: € 44,00
17 x 24 cm, ISBN: 9788884980175
Epistolari, Carteggi e Testimonianze

Mario Novaro fondò e diresse la rivista "Riviera Ligure" dal 1899 al 1919. Raccolse la sua produzione poetica nel volume Murmuri ed echi (Napoli, 1912), curò l’edizione delle opere di Giovanni Boine, e l’edizione di Pensieri metafisici di Nicolas Malebranche.

Barna Occhini - Giovanni Papini, Carteggio 1932-1956, a cura di Simonetta Bartolini, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma, 2002

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Barna Occhini, Giovanni Papini
Carteggio 1932-1956

A cura di Simonetta Bartolini
Pagg.xlviii-272, 8 tavv., anno 2002,
Prezzo di Copertina: € 38,50
17 x 24 cm, ISBN: 9788884980472
Epistolari, Carteggi e Testimonianze

Barna Occhini nasce ad Arezzo e si laurea in Giurisprudenza a Roma. Dal 1934, nel periodo in cui la rivista è guidata da Bargellini, Soffici, Papini, è tra i collaboratori del "Frontespizio", di cui diviene capo-redattore. I suoi interessi sono rivolti soprattutto all’arte, in particolare quella del Rinascimento.

Lacerba 1913-1915, Vallecchi, Firenze, 2001

http://www.vallecchi.it

L'intera collezione della celebre rivista fondata da Giovanni Papini e Ardengo Soffici e stampata dall'editore tipografo Attilio Vallecchi, oggi introvabile nelle librerie antiquarie, è ora nuovamente disponibile in un'elegante e accurata riproduzione anastatica. L'edizione si compone di due volumi, il primo che raccoglie le uscite del 1913, il secondo quelle dal 1914 al 1915, insieme ad un fascicolo che contiene un ampio saggio critico del prof. Giorgio Luti, in versione italiana e inglese, con gli indici della rivista, ospitati all'interno di un originale cofanetto a due ante in microonda.

Massimo Carrà (a cura di) Il carteggio Carrà-Papini. Da "Lacerba" al tempo di "Valori Plastici", Skira, 2001

Le lettere scambiate fra Papini e Carrà, come quelle fra Carrà e Soffici e Carrà e Severini, sono una testimonianza cospicua e di prima mano delle vicende della cultura italiana nel secondo decennio di questo secolo, riflettendola nelle problematiche che essa viveva. Del folto epistolario fra Papini e Carrà disteso sull'arco di un quarantennio ho ritenuto di pubblicare l'intero gruppo di lettere fra il tempo di "Lacerba" e quello di "Valori Plastici" fino quindi al primo dopoguerra, che rispecchiano cioè i momenti di più vivace dibattito culturale. Se dopo l'avventura di "Lacerba" questo dibattito fra Carrà e Papini diviene meno acceso e quotidiano, certamente non cessa ma assume toni più pacati perchè ognuno dei due interlocutori, raggiunta ormai una piena maturità anche creativa, lavora in solitudine, ciascuno nel proprio campo [...] in appendice anche alcune lettere scambiate fra i due interlocutori in anni successivi, quando cioè in tutta Europa si sentiva il bisogno di una profonda ristrutturazione di valori. Lettere che sono la testimonianza di una amicizia e di una stima, e insomma di un rapporto intellettuale durato fino alla morte di Papini nel luglio del 1956. Ne risulta, mi sembra, uno specchio vivo di due personalità notevolmente diverse, ma unite da un'idea dell'arte come impegno totale dell'uomo, dove la spiritualità può realizzarsi al massimo grado (dalla Presentazione, Stima intellettuale e amicizia, di Massimo Carrà).

Carlo D'Alessio (a cura di) Carteggi Cecchi-Onofri-Papini (1912-1917), Bompiani, 2000

 

Dei due importanti carteggi qui presentati il protagonista centrale è Arturo Onofri (1885-1928), poeta frammentista che ebbe un ruolo di primo piano nella vivace stagione delle riviste di primo Novecento e che la scoperta dell''antroposofia' di Steiner e l'interesse per la musica wagneriana e il Simbolismo francese orientano sempre più verso una produzione poetica spiritualista e 'cosmica'. Accanto a lui, i due più conosciuti corrispondenti, Emilio Cecchi e Giovanni Papini, animano le pagine dei carteggi di questo volume, i quali hanno anche il pregio di collocarsi in una sequenza cronologica omogenea. Infatti il gruppo dei documenti dello scambio epistolare fra Cecchi ed Onofri si concentra nel periodo 1912-1914, mentre quello con Papini si concentra nel biennio 1916-1917, a cavallo dunque dell'esperienza vociana che continuamente vi riaffiora e da queste lettere assume ulteriori preziose sfumature.

Giovanni Papini, Il sacco dell'orco, Scheiwiller, 2000

http://www.librischeiwiller.it

Fuori d'Italia libri come questi hanno molta fortuna: basterebbe citare i Tischreden di Lutero, i Table Talks di Coleridge, le Notes sur la Vie di Alphonse Daudet, le Fusées di Baudelaire, il Notes-Book di Samuel Butler e tanti altri. Da noi non c'è ancora l'abitudine di miscellanee siffatte e per conseguenza neanche il gusto. Noi chiediamo a ogni architetto il Colosseo e ad ogni pittore la Cappella Sistina. Ma anche una collezione di schegge lucenti o di piccoli disegni può avere la sua grazia e il suo pregio. Non dico, intendiamoci, che questo mio libretto possa esser considerato aureo od argenteo – mi basta che non sia plumbeo – e tanto meno che aggiunga qualcosa al nome che, bene o male, mi son fatto con altre opere mie. Credo, però, che i lettori intelligenti troveranno qui alcuni pretesti di riflessioni personali, alcuni spunti di varia cultura non superflui neppure per i più colti e qualche notazione morale od umoresca che può giovare alla conoscenza dell'uomo. Avverto che questi pezzetti appartengono a epoche diverse della mia vita; molti risalgono alla prima gioventù; altri, forse i più, son recentissimi. Nessuno si stupirà, dunque, di trovare di tanto in tanto diversità di tono e magari qualche contraddizione. (dalla Confessione preliminare di Giovanni Papini, 1933)

Giovanni Papini – Domenico Giuliotti, Umilissime Scuse, Marietti, 2000

http://www.mariettieditore.it

 

A seguito dello scalpore e dell'irritazione suscitata sia negli ambienti laici che in quelli cattolici del primo volume del loro Dizionario dell'Omo Salvatico (1923), Domenico Giuliotti e Giovanni Papini colsero l'occasione per scrivere un pamphlet ancor più vigoroso in cui ribadire la fermezza assoluta della loro posizione nella difesa dei puri valori religiosi, ma soprattutto la necessità di un cristianesimo praticato con forza e non in sordina. Per questo chiedevano ironicamente "Umilissime scuse" per la loro apologia che, in realtà, rincarava la dose. Anche a una lettura a distanza di tempo, il testo dei due "salvatici" si impone per la sua intransigenza fideistica, e rivela una sua sorprendente attualità.

Giovanni Papini, Gli imbecilli, Stampa alternativa, 2000

 

Con la solita verve lo scrittore fiorentino, in alcune pagine della sua sterminata produzione, delinea l'identikit dell'imbecille, più che mai attuale. E soprattutto ne motiva e conclama la necessità. Guai se non ci fossero gli imbecilli!

Giovanni Papini, I testimoni della Passione, Marietti, 1997

http://www.mariettieditore.it

 

"Ho fatto opera di artista, di poesia, non di storico o di teologo": ecco le parole usate da Papini per descrivere il modo in cui, ispirandosi liberamente alla lettura dei Vangeli, ha concepito queste "leggende" incentrate sulle figure dei testimoni, reali o immaginari, della Passione di Cristo. I sette racconti ripercorrono così il tradimento di Giuda, la vicenda di Barabba, l'episodio dell'orecchio mozzato di Malco, e tratteggiano le figure di Simone di Cirene, che portò la croce di Cristo sul Golgota, di Caifa, di Pilato, e infine di due personaggi creati dalla fantasia di Papini: il papa Celestino VI e il rabbino Sabbatai ben Shalom.

Giovanni Papini - Pietro Pancrazi, Poeti d'oggi (1900-1920), Crocetti, 1996

http://www.crocetti.it

Antologia compilata da Giovanni Papini e Pietro Pancrazi. Con notizie biografiche e bibliografiche. A cura di A. Romanello. Premessa di Franco Buffoni, introduzione di A. Romanello.

Viene qui fedelmente riprodotta la prima edizione dei Poeti d’oggi, pubblicata presso l’editore Vallecchi di Firenze nel 1920. Poeti presenti nell’antologia: Agnoletti, Bacchelli, Baldini, Bernasconi, Boine, Buzzi, Campana, Cardarelli, Cecchi, Cicognani, Civinini, Da Verona, Deledda, Folgore, Govoni, Gozzano, Guglielminetti, Jahier, Linati, Lipparini, Lucini, Marinetti, Moscardelli, Negri, Onofri, Palazzeschi, Panzini, Paolieri, Papini, Pea, Puccini, Rèbora, Rosso di San Secondo, Saba, Sbarbaro, Serra, Slataper, Soffici, Thovez, Tozzi, Ungaretti, Vivanti.

Giovanni Papini, Chiudiamo le scuole!, Luni, 1996

In questo provocante libro sono raccolti cinque scritti di Giovanni Papini apparsi fra il 1909 e il 1914. L'opportunità di riproporre oggi le geniali intuizioni e le incredibili invettive di Papini nei confronti delle istituzioni e della così detta "Scuola ufficiale" ci pare degno di attenzione perchè le situazioni presentate dall'autore ottant'anni fa sono rimaste pressoché identiche (L'Editore).

Contiene:

I. Il Ministero libero (1911)

II. La scuola elementare (1909)

III. Università e Biblioteche (1911)

IV. La Rivoluzione universitaria (1913)

V. Chiudiamo le scuole! (1914)

Giovanni Papini, Gog, Giunti, 1995 (prefazione di Enzo Siciliano)

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Freud, Lenin, G. B. Shaw, Einstein, tanti altri campioni della modernità: questi i personaggi con i quali di capitolo in capitolo si intrattiene il protagonista di questo libro di Papini, un magnate americano che spende i propri soldi in una avventura squisitamente conoscitiva.
Discutibile, discutibilissimo, "Gog" appartiene all'inizio degli anni Trenta: rappresenta, con una inconsueta vivacità di ingegno, il confronto di un italiano con i miti della modernità, con quanto di inusitato sul terreno dell'arte, della morale, della scienza e della filosofia, il nuovo secolo andava producendo. Rileggerlo non è operazione vana: se i tempi sono cambiati, se l'Italia, da allora, è anche profondamente cambiata nel tessuto sociale e intellettuale, il confronto con il nuovo, con il diverso resta per essa, per il suo laboratorio sempre in funzione, un destino obbligato sia pure contraddittorio.
Lo spirito del moderno, per la mentalità italiana, resta ragione di un conflitto sempre desto; oppure ragione di una lusinga cui accedere a occhi chiusi.
Il libro di Papini, paradossale giornale di viaggio, ricco di sortite che possono anche non essere accettate alla lettera, rimane una testimonianza tra le più singolari, e per più di un verso attuali, della nostra recente storia intellettuale; riesce ancora, con gli strumenti di uno stile spadaccino, a tener desta la mente su quanto il panorama del mondo squaderna.

Giovanni Papini, Passato remoto 1885-1914, Ponte alle Grazie, 1994

 

Questa nuova edizione di Passato Remoto ripresenta il testo originale del 1948, con l'aggiunta di cinque capitoli che erano parte del manoscritto originario. Viene inoltre qui pubblicato, 'Giovini e Vecchi nell'Arte', testo fino ad oggi inedito di una conferenza tenuta da Giovanni Papini a Palazzo Corsini nel 1903. Infine le annotazioni in appendice al volume, curate da Anna Casini Paskowski, aggiungono notizie e chiariscono i riferimenti ai personaggi rievocati nel libro. Passato Remoto è una ricca collezione dei ricordi personali del periodo giovanile di uno dei più grandi scrittori italiani del nostro secolo, che, attraverso la descrizione di figure e avvenimenti conosciuti o vissuti dall'Autore, traccia un suggestivo e singolare scorcio dei costumi, dei gusti, dei pensieri che hanno caratterizzato gli anni a cavallo fra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento in Europa. Cambia rispetto al capolavoro giovanile, Un Uomo Finito, la scrittura, che diviene matura e pacata, ma si tratta ancora una volta di un testo illuminante sulla storia spirituale e culturale di una generazione che ha segnato la vita intellettuale italiana ed europea del Novecento.

Giovanni Papini, Un uomo finito, Ponte alle Grazie, 1994

 

Questa nuova edizione di Un uomo finito ripresenta il testo originale del 1913. A distanza di ottant'anni si pubblicano in appendice cinque capitoli inediti attinenti alla prima stesura, ritrovati tra i manoscritti. Una scelta di lettere degli anni 1908-1912, documenta gli intenti e gli stati d'animo di Papini nel periodo della composizione dell'opera.

Le annotazioni ai capitoli chiariscono i riferimenti a eventi e a momenti della vita dell'autore e le allusioni ai personaggi dell'ambiente fiorentino, dei primi anni del secolo che il racconto autobiografico trasfigura nel monologo interiore della memoria.

Giovanni Papini, Strane Storie, Sellerio, 1992

"I racconti di questo volume furono scritti nei primi anni del secolo. Mostrano perciò molti segni della gioventù e soprattutto la mania della novità fino alla stravaganza, del paradosso fino all'assurdo, del rovesciamento fino al delirio. V'è anche molta candidezza accanto alla frenesia cerebralista; v'è pure, qua e là, una spregiudicatezza d'ingegno moralista che si libera talvolta nel comico e nella satira. E v'è infine, se non sbaglio, un po' di poesia", scriveva Papini di questi suoi racconti, a cinquant'anni dalla prima loro apparizione, con la severità affettuosa di chi guarda ai propri eccessi giovanili. nel 1906, alla prima edizione, li aveva definiti con maggiore slancio, "favole oscure", "colloqui inquietanti", scaturiti da un genere di "fantastico interno" in quanto contrapposto a un "fantastico esterno". e queste prime qualifiche vi si adattano ancora, se non meglio. Papini ritorna su alcuni dei miti eterni del fantastico occidentale - dal Faust, all'Amleto, al don Juan Tenorio, all'Ebreo Errante, più altri senza nome -, ne cerca il personaggio piuttosto che la parabola emblematica della vicenda, trasforma questa esteriorità in evento comune e rende invece straordinario il travaglio interno dell'uomo che riflette su ciò che di lui poi è diventato mito. Una pratica, questa di rivoltare l'interno in esterno, ripetuta di frequente nel corso del secolo, ma che Papini provava, agli inizi del secolo, come esperimento.

Giovanni Papini, Opere, Mondadori, 1977

Narratore, poeta, saggista, scrittore eclettico e fecondo, Papini è stato un intellettuale vivace, un animatore del dibattito culturale non solo italiano sin dagli anni Dieci. Per questo volume antologico Baldacci ha scelto e curato i testi del 'primo' Papini, quelli legati alla fervida stagione delle avanguardie storiche e del Futurismo.

Indice:
- Introduzione (di Luigi Baldacci)
- Cronologia (a cura di Giuseppe Nicoletti)
- Sul Pragmatismo
- Un uomo finito
- L'esperienza futurista
- da "Il crepuscolo dei filosofi": Comte - Spencer
- da "Ventiquattro cervelli": Ardigò
- da "Stroncature": Croce - D'Annunzio - Mazzoni - Serra - Calderoni - Soffici - Palazzeschi - Cervantes
- da "Ritratti italiani": Ungaretti - Savinio
- da "Eresie letterarie": Per Dante contro il dantismo - Le due tradizioni letterarie italiane - Troppa critica!
- Nota ai testi e Bibliografia (a cura di Giuseppe Nicoletti)