Papini nelle antologie

Giangiacomo Gandolfi e Stefano Sandrelli (a cura di), Piccolo Atlante Celeste. Racconti di astronomia, Einaudi, 2009

 

Gandolfi.jpg«Per discorrere di stelle il nostro linguaggio è inadeguato, come chi volesse arare con una piuma: è nato con noi, ha le nostre dimensioni, è umano», così scriveva Primo Levi sulla difficoltà di tradurre il cosmo in parole. «È chiaro che nel nostro lessico qualcosa non funziona».

Solo la grande letteratura può forzare verso l'infinito i limiti delle parole conosciute: dalla cometa solitaria di Del Giudice - quasi un corpo di donna -, alla visione planetaria raccontata da Updike con il consueto sorriso a fior di labbra; dalle stelle «folgorantie tremanti» descritte da Galileo, all'irriverenza di Cortázar con la sua banda di spazzini celesti.

Venticinque racconti e due strani saggi, in bilico tra il rigore e la passione, per dire il mistero del cuore dentro quello delle leggi cosmiche, segreti entrambi persino allo sguardo implacabile dei telescopi.

Quando Primo Levi scriveva che trovare un linguaggio adeguato alla descrizione della volta celeste era sforzo immane, come «arare con una piuma», non poteva immaginare a quali risultati sarebbe giunta la ricerca scientifica: oggi siamo in grado di studiare l'universo fin da pochi istanti dopo la sua nascita. I racconti qui presentati - che comprendono un folgorante inedito di John Updike - evocano i momenti più avvincenti di questa lunga avventura alla scoperta del cosmo e dei suoi segreti. Una cronaca (quella quotidiana dell'uomo che si confronta con l'infinito) fatta di qualche successo e di molti vergognosi fallimenti, di entusiasmi infantili e di oscillazioni della fede.

Suddivisi in categorie emotive - «Piccolo atlante celeste», «Sentimento del cielo», «Astronomi» e «Cosmologie» -, i testi giocano la doppia carta dello scienziato prestato alla letteratura e dello scrittore alle prese con la prosa scientifica. Da Galileo che s'inventa un volgare italiano che possa restituire tutte le imperfezioni del volto lunare, ad Alice Munro, che rivela lo scacco delle verità scientifiche di fronte alla complessità degli affetti.

La caccia ai confini del cosmo, la ricerca della vita oltre quella nata sulla terra, sono - lo dimostra questa raccolta - temi fondanti della grande letteratura. Seguendo la «passeggiata notturna» del disincantato protagonista di Buzzati, attraverso l'ironia illuminista della giovane sposa di Theuriet, fino all'abbandono di ogni certezza dell'astronomo del Cervino realmente incontrato da Pontiggia, il lettore si scontrerà con la vertiginosa ampiezza del cielo stellato. E scoprirà che quella che vede attraverso il telescopio altro non è che la sua immagine riflessa.

 

Di Papini è presente il capitolo L’astronomo deluso, tratto da Il libro nero

 

 

Giuseppe Lippi (a cura di), Racconti fantastici del ‘900, Mondadori, 2009

Racconti_fantastici

Nato dal sogno romantico e portato a compimento dai simbolisti, il genere fantastico si è profondamente trasformato nel Novecento. Molti grandi scrittori vi si sono misurati e questa antologia, curata dal noto specialista Giuseppe Lippi, offre al lettore una panoramica variegata che copre la produzione degli ultimi cent'anni: dagli autori, come Chesterton e Papini, che segnarono il passaggio tra Otto e Novecento, ai moderni Kafka, Chandler, Borges, ma anche ai nostri Calvino, Buzzati e Lucentini; dai maestri dell'horror e della fantascienza come Lovecraft e Bradbury ai postmoderni e contemporanei Ammaniti, Altieri ed Evangelisti.

 

Di Papini è presente il racconto Il mendicante di anime.

www.mondadori.com 

 

 

Costanza Melani (a cura di), Fantastico italiano, BUR, 2009

Fantastico_italiano
Genere per eccellenza sfuggente a qualsiasi regola e classificazione troppo rigorosa, il fantastico occupa una parte importante della produzione letteraria europea e americana. Da Dracula ad Alice nel paese delle meraviglie, da Poe a Hoffmann, a Kafka, racconti e romanzi fantastici nascono sotto il segno della fantasia più sfrenata e spostano i confini fra reale e irreale, fra credibile e incredibile, proiettando il lettore negli spazi illimitati dell'immaginazione. Sulla scia dei grandi maestri tedeschi e americani, anche in Italia si sviluppò una fitta produzione di matrice fantastica. Dalle opere scapigliate e bohémien di Tarchetti e dei fratelli Boito al verismo "fantastico" di Verga e Capuana all'angoscia interiore di Pirandello e Savinio sono qui raccolti alcuni dei migliori racconti fantastici della nostra letteratura. L'introduzione di Costanza Melani spiega la genesi e le peculiarità di questo genere indefinibile e affascinante; le sezioni in cui il libro è articolato sono precedute da brevi premesse che analizzano le caratteristiche dei racconti e degli autori antologizzati.

 

Di Papini è presente il racconto Due immagini in una vasca.

 

www.bur.rcslibri.it/ 

 

Jorge Luis Borges, Silvina Ocampo, Adolfo Bioy Casares (a cura di), Antologia della letteratura fantastica, Einaudi, 2007

 

AntologiaBorges.jpgVerso la fine degli anni '30 tre amici di Buenos Aires - Jorge Luis Borges, Adolfo Bioy Casares e sua moglie Silvina Ocampo - decidono di inventare una sorta di personalissima antologia dei propri autori preferiti. Ne nasce, nel 1940, l'Antologia della letteratura fantastica, una silloge straordinaria di settantacinque racconti fantastici: Buber, Joyce, Chesterton, Kafka, Niu Sengru, Poe, Stapledon, Akutakawa, Cortázar, Kipling, O'Neill sono solo alcuni tra i settantacinque autori qui selezionati. Come precisa Bioy Casares, «non abbiamo cercato né rifiutato i nomi celebri. Questo volume è semplicemente la raccolta dei testi della letteratura fantastica che ci sembrano migliori». «Una sera del 1937 parlavamo di letteratura fantastica, discutevamo i racconti che ci sembravano migliori; uno di noi disse che se li avessimo riuniti [...], avremmo ottenuto un buon libro»; cosí scrive nella sua prefazione Bioy Casares. Naturalmente il «fantastico» deve essere inteso in senso borgesiano: una letteratura segnata dall'immaginario e da un nuovo modo di rappresentare la realtà. Niente a che vedere con il genere «gotico». L'Antologia della letteratura fantastica esce il 24 dicembre 1940 e accompagna i curatori per piú di quarant'anni, quasi la metà della loro vita.

Di Papini è presente il racconto L'ultima visita del Gentiluomo Malato.

 

2007
ET Biblioteca
pp. XXX - 538
€ 19,00
ISBN 9788806186357
Introduzione di
Ernesto Franco

 

Guido Davico Bonino (a cura di), Storie di Don Giovanni da Hoffmann a Brancati, BUR, 2004

Fra i grandi miti della letteratura universale, il personaggio di don Giovanni, comparso per la prima volta nel 1630 nelle pagine del Burlador de Sevilla di Tirso de Molina, ha stimolato da allora la fantasia di innumerevoli autori d’ogni paese. È stato rappresentato come uomo vizioso oppure combattuto, come figura maligna oppure benefica per la sorte delle anime che incontra sul suo cammino, ma sempre interprete del mistero dell’amore e dei segreti della seduzione. La figura del don Giovanni ha ispirato commediografi , poeti, narratori. Questa antologia presenta una vasta rassegna dei don Giovanni in prosa, quali l’hanno raccontato Hoff mann, Balzac, Mérimée, Barbey d’Aurevilly, Baudelaire, Flaubert, Banville, Alarcón, Mendès, Pardo Bazán, G.B. Shaw, Gourmont, Lazare, Pirandello, Di Giorgi, Roché, Papini, Morand, Čapek, Brancati. Un percorso di storie per capire la seduzione.

Di Papini è presente il racconto Colui che non poté amare.

www.bur.rcslibri.it/

 

 

 

 

Guido Davico Bonino (a cura di), Io e l'altro. Racconti fantastici sul Doppio, Einaudi, 2004

Nella letteratura occidentale si parla di «Doppio» a partire almeno dalla grande stagione del romanticismo, con romanzi diventati classici come Gli elisir del diavolo di Hoffmann, il Peter Schlemil di Chamisso, Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde di Stevenson, Il sosia di Dostoevskij, La metamorfosi di Kafka.
Ma questo tema, che ha stimolato i grandi narratori dall'Ottocento a oggi e affascinato filosofi e psicanalisti, si è rivelato capace di raggiungere grandi esiti letterari anche nella piú breve forma del racconto. In questa antologia Guido Davico Bonino ne propone ventiquattro, ciascuno preceduto da una nota critica che funge da «invito alla lettura». Si spazia dai tedeschi (Hoffmann, Kafka) ai russi (Gogol´), dagli inglesi (Stevenson, Conrad, Wells, Woolf) ai nordamericani (Hawthorne, Poe, James), dai francesi (Gautier, Maupassant) ai sudamericani (Quiroga, Borges, Ocampo, Cortázar). E non mancano gli italiani: Papini, Tarchetti, Pirandello, Bontempelli e Savinio. A ogni nuova storia si prova un brivido: quasi che la fantasia di questi scrittori ci immettesse all'istante nell'angosciosa landa dell'Ignoto, là dove il confine tra Identità e Differenza è terribilmente labile e le piú atroci domande ci assillano: quale minaccia si cela, infatti, dietro il possibile sdoppiamento dell'Io?

Di Papini è presente il racconto L'ultima visita del Gentiluomo Malato.

www.einaudi.it

Enzo Siciliano (a cura di), Racconti italiani del Novecento, Mondadori, 2001

Una raccolta, in edizione i Meridiani, incentrata sulla forma narrativa peculiare della tradizione letteraria italiana, il racconto. A distanza di anni dalla prima edizione (1983), Enzo Siciliano, critico letterario oltre che scrittore in proprio, ha rimesso mano alla sua antologia ampliandola e rinnovandola profondamente. Si è giunti così agli attuali tre tomi in cui, come già nell'edizione precedente, ciascun autore compare con un solo racconto, attraverso il quale il lettore potrà percepire la sua specifica voce. Il gusto letterario di Siciliano, che si esplica nella scelta dei testi e delle voci incluse nell'antologia, si affianca in questi tomi alla solidità del suo lavoro di critico (ogni racconto è accompagnato da un "cappello" critico dell'autore), completato anche da precise notizie bio-bibliografiche redatte da Luca Baranelli. Un'antologia quindi estremamente esauriente, che costituirà il riferimento bibliografico più completo e sicuro, il repertorio fondamentale per chiunque voglia conoscere e studiare l'evoluzione del genere racconto in Italia nel Novecento.

Di Papini è presente il racconto L'ultima visita del Gentiluomo Malato.

www.mondadori.com

 

Gino Ruozzi (a cura di), Scrittori italiani di aforismi. Il Novecento, Mondadori, 1996

Aforismi.jpgIndice

Introduzione. Giuseppe Prezzolini. Ugo Bernasconi. Federigo Tozzi. Giovanni Papini. Ardengo Soffici. Italo Tavolato. Aldo Palazzeschi. Giovanni Boine. Dino Campana. Vincenzo Cardarelli. Riccardo Bacchelli. Domenico Giuliotti. Leo Longanesi. Mino Maccari. Bruno Barilli. Anselmo Bucci. Giuseppe Rensi. Achille Campanile. Sergio Solmi. Angelo Gatti. Carlo Belli. Ugo Ojetti. Alessandro Alvisi. Arturo Martini. Umberto Saba. Massimo Bontempelli. Camillo Sbarbaro. Antonio Delfini. Roberto Bazlen. Ennio Flaiano. Franco Fortini. Marcello Marchesi. Fausto Melotti. Raffaello Franchini. Davide Lopez. Alessandro Morandotti. Guido Ceronetti. Sergio Quinzio. Dino Basili. Gesualdo Bufalino. Ferruccio Masini. Piergiorgio Bellocchio. Cesare Viviani. Carlo Gragnani. Lalla Romano. Romano Amerio. Manlio Sgalambro. Giuseppe Pontiggia. Francesco Burdin. Alda Merini. Maria Luisa Spaziani. Mario Andrea Rigoni.

 

 

Di Papini sono inseriti brani tratti dalle seguenti opere:

- Schegge

- Schiuma

- Dizionario dell'Omo Salvatico (con D. Giuliotti)

- Pillole di Minerva

- Mostra personale

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